Cybersecurity: parolone da nerd o problema reale?

Erano presenti diverse voci da circa un mese di un presunto incidente informatico alla regione Sardegna, che a quanto pare risulta in atto all’interno delle sue strutture IT.

Lo rende ufficiale la testata indip[.]it che riporta che da ben febbraio scorso, gli hacker si sono intrufolati all’interno della rete della regione, esfiltrando un archivio di 155GB.

Nell’articolo, l’autore Raffaele Angius riportato quanto segue:

“A preoccupare maggiormente sono le informazioni personali sui dipendenti e relativi incarichi all’interno della pubblica amministrazione, rese anch’esse consultabili. Tra queste si trovano numeri di telefono privati, indirizzi e documenti d’identità di altissimi dirigenti della Regione e politici, come Indip ha potuto accertare.”

Si tratta di un bel numero di informazioni che a quanto pare contengono dati riservati.

Si parla di:

  • Numeri di telefono;
  • Carte di identità;
  • Documenti personali dei dirigenti;
  • Carteggi riservati.

Sembrerebbe che per un errore tecnico, l’operazione RaaS Quantum Locker, abbia pubblicato sul suo data-lake-site (DLS) chiamato “Quantum Blog” dei dati.

(Da https://www.redhotcyber.com/)

Ma allora siamo indifesi?

Non lo ripetiamo mai abbastanza: i dati personali che ci troviamo a maneggiare vanno trattati con ESTREMA cura perché esponiamo il proprietario dei dati a potenziali danni (personali, d’immagine, economici) e noi alle sanzioni.

In tal proposito: sapevate che anche le stampanti e le multifunzione possono essere utilizzate come porta d’ingresso? Se non state facendo nulla per tutelarvi è il caso di pensarci prima che succeda l’irreparabile.

Le maggiori case produttrici hanno delle soluzioni: quella che propone Konica Minolta si chiama Bizhub Secure ed è unica nel suo genere, perchè integra sulla Multifunzione un antivirus dedicato, un pannello di controllo che permette di gestire gli accessi e di verificare in ogni momento il livello di protezione e invia un alert all’amministratore ad ogni anomalia rilevata, in modo che sia possibile intervenire anche in remoto.
Altro? Eventuali dati presenti sulla macchina vengono criptati (o cancellati, se preferite), e le porte possono essere bloccate.

Alla faccia della “fotocopiatrice”!

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