Questa settimana vorrei dedicare uno spazio del blog per raccontarvi due progetti particolarmente interessanti di cui si parla poco. Queste due idee sono molto diverse e nascono con scopi differenti ma, entrambe sono accomunate da due fattori:

  1. Il primo riguarda lo sviluppo della stampa in 3D, argomento che sta suscitando la curiosità di un numero di persone sempre crescente;
  2. Il secondo elemento in comune è che entrambi i progetti sono nati in Sardegna.

Ebbene sì, negli anni la Sardegna è sempre stata etichettata come “arretrata” ma oggi più che mai si dimostra essere una regione innovativa e capace di superare i limiti spaziali grazie alla tecnologia. E questi due progetti provano quanto questa etichetta sia falsa.

&Markers: stampante 3D “Wood” made in Sardegna

L’idea è nata per caso in un garage a Cagliari da quattro ragazzi che si definiscono ingegneri, informatici, artigiani, sognatori e visionari: Daniele Sabiucciu, Daniele Poddighe, Alberto Unali e Massimo Bonifacio. La stampante 3D “Wood” è stata creata attraverso i pezzi di vecchie stampanti ed è in grado di stampare qualsiasi cosa. Rappresenta appieno la loro filosofia di vita (essere, fare ed avere) ed è proprio per questo che si sono definiti &Makers: “Questo, quello e poi makers, &Makers!”.

“Ci chiamiamo &makers perché facciamo tante cose, chiunque abbia un’idea ce la presenta e noi siamo disposti a metterci in gioco. È una sfida. […] Infine, ci piaceva anche l’assonanza di “&” con “Hand” (mano), per segnare il passaggio dalla competizione alla collaborazione”.

Il progetto più interessante? La protesi per la mano di un bambino, personalizzabile nelle forme e nei colori, che può essere costruita su misura con tempi di realizzazione molto rapidi, circa un giorno, e un costo nettamente inferiore. Inoltre, un altro aspetto interessante è il basso impatto ecologico che comporta la diffusione di questa stampante 3D: meno magazzini, meno container che trasportano prodotti e in più l’utilizzo di materiali biodegradabili e riciclabili.

Cibo 2.0: La stampa della pasta in 3D

Scommetto che questo progetto creerà un po’ di scetticismo, ma se provate a guardare oltre ne vedrete le enormi potenzialità. Non resta che chiedersi: quale ruolo ha la Sardegna in questo processo di trasformazione della tradizione culinaria? Il cibo del futuro verrà prodotto attraverso una stampante 3D? Non ci crederete ma la Sardegna è determinante nel progetto “3D Food Printing”, non solo perché è coinvolto il product designer di Cagliari, Danilo Spiga.

L’idea di “3D Food Printing” nasce con lo scopo di dare tutti gli strumenti necessari alla creazione di un qualsiasi piatto che sia fresco e con materie prime genuine. Quale miglior posto se non la Sardegna? Inoltre, la partecipazione di Danilo Spiga al bando “Generazione Faber”, promosso da Sardegna Ricerche, ha portato il suo gruppo di lavoro a concentrarsi sulla stampa della pasta tradizionale. Il team ha dato vita alla stampa 3D di un nuovo formato di pasta, chiamato “Vortipa”, con una forma simile ad un albero di natale rovesciato stampato. Questa idea è stata poi premiata tra i vincitori del concorso realizzato da Barilla “PrintEat”.

Voi vi fidereste a mangiare un piatto di pasta di “Vortipa”? Scrivete cosa ne pensate qui sotto.

Riferimenti:

&Makers: cambiare il mondo da un garage della Sardegna in Italia che Cambia

&Makers, dal garage le stampanti 3D made in Sardinia In Sardex

Vortipa, la pasta stampata in 3D in Sardegna Ricerche