Quando si parla di intelligenza artificiale (AI) si pensa solo al futuro. Giusto? Ma in realtà esistono già i primi segni di questo fenomeno. Hardware e software si sostituiscono alle persone svolgendo funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.

Siete sicuri che tutti i tweet siano scritti da persone? Pensate che dietro la chat di Facebook ci sia sempre un essere umano? E se vi parlassi di Bot sapreste dire cosa sono? Sempre più spesso chi risponde ai nostri messaggi su Facebook sono Bot, ovvero un programma impostato da qualche sviluppatore in grado di darvi tutte le informazioni o notizie che state cercando. Lo stesso vale per i tweet. Sembra impossibile ma è così: le macchine oltre a rispondere alle nostre richieste, scrivono al nostro posto. L’intelligenza artificiale va oltre questa funzionalità. Nel vostro ultimo volo avete per caso usato una macchina per fare il check in? Chi parcheggia la vostra automobile? Chi fa tutto questo? La risposta è sempre e solo una: AI.

Le macchine diventano dei computer che ci permettono di arrivare dove vogliamo senza muovere un dito. Esiste un frigorifero che riconosce quando sta per finire il latte ed è in grado di ordinarne uno nuovo. Nelle nuove case è possibile chiedere aiuto a Siri, Alexa, Google Assistant o Cortana per qualsiasi dubbio. Le macchine imparano velocemente gli argomenti che non conoscono perfettamente. Avete letto bene, le macchine imparano. Le persone apprendono attraverso libri, letture, esperienze proprie e altrui. L’intelligenza artificiale impara attraverso i dati, big data, con cui noi la “nutriamo”.

La tecnologia ci aiuta?           

L’intelligenza artificiale ci ha permesso di arrivare a risultati eccezionali in campo medico nella diagnosi del cancro e dell’Alzheimer. Questa estate i ricercatori dell’Università degli Studi di Bari sono riusciti a diagnosticare l’Alzheimer 10 anni prima che si presentassero i primi sintomi della malattia. Questo è successo grazie a delle macchine all’avanguardia. Oltre alle scoperte in campo medico, AI contribuisce ad alleggerire il lavoro quotidiano. Durante i giochi olimpici estivi del 2016, la testata Washington Post usò l’intelligenza artificiale per scrivere articoli su argomenti insignificanti mentre i giornalisti si occupavano di scrivere notizie più importanti. Il team editoriale fu talmente soddisfatto del lavoro svolto che durante l’anno sono stati scritti 850 articoli da AI.

L’intelligenza artificiale ci ostacola?

Tuttavia ne abbiamo paura. Perché? Forse ci terrorizza il fatto di non poterla controllare e che possa finire nelle mani sbagliate diventando pericolosa. O spaventa il fatto che ci possa rubare il lavoro perché più precisa e veloce.

Molti pensano: Il mio lavoro scomparirà a causa delle nuove tecnologie!

Probabilmente hanno ragione. Il professore Max Tegmark sostiene che AI potrebbe rappresentare un pericolo a causa degli attacchi di Hacker. Quindi, le nostre paure sono del tutto fondate. Ma per poter far fronte a questo problema basterà incrementare la sicurezza informatica in tutte le aziende e strutture che useranno l’intelligenza artificiale. Questo si traduce in lavoro in più ma in diversi campi. Il professore, infatti, fa notare anche che l’intelligenza artificiale porterà numerosi vantaggi sia in campo medico che in tantissimi altri campi legati alla tecnologia.  Tali vantaggi implicano una trasformazione del lavoro: ci saranno più mansioni legate alla creatività, improvvisazione e alla soddisfazione del cliente rispetto a lavori manuali.

Siete positivi o negativi di fronte a questo fenomeno? Lasciate qui sotto una vostra opinione.

Fonte originale: https://job-wizards.com/en/ai-how-artificial-intelligence-is-conquering-our-working-world